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Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale: l'Europa investe nelle zone rurali. Iniziativa finanziata dal Programma di Sviluppo Rurale per il Veneto 2014 - 2020.


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BLASONATE LE COLLINE DI CONEGLIANO VALDOBBIADENE PATRIMONIO UNESCO !

BLASONATE LE COLLINE DI CONEGLIANO VALDOBBIADENE PATRIMONIO UNESCO !

I 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano l'ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1092 (ora 1093) luoghi 'unici' in 167 Paesi. L'Italia rafforza ulteriormente il proprio primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell'umanitàI 97 chilometri quadrati di declivi vitati e di borghi della Sinistra Piave tra Conegliano e Valdobbiadene diventano così l'ottavo sito veneto e il 55° sito italiano sotto l'egida dell'Organizzazione mondiale delle Nazioni Unite per la cultura che tutela 1092 (ora 1093) luoghi 'unici' in 167 Paesi. L'Italia rafforza ulteriormente il proprio primato di Paese con il maggior numero di siti iscritti nel registro dei patrimoni dell'umanità.

Il blasone Unesco consacra la particolare conformazione geomorfologica delle nostre colline e il ricamo di coltivazioni vitate, di ciglioni erbosi e terrazzamenti creato nei secoli dal lavoro di agricoltori eroici. D'ora in poi istituzioni, imprenditori e abitanti saranno ancor più impegnati nel conservare l'integrità di questo habitat, salvaguardandone la biodiversità e sviluppando le potenzialità attrattive".

Il dossier. Il successo della candidatura -  avviata nel 2009 dall'Associazione temporanea di scopo costituita dal Consorzio di tutela del Prosecco di Valdobbiadene Conegliano, dalla Provincia e dalla Camera di commercio della Marca, nonché dall'IPA Terre Alte composta da enti pubblici e stakeholders del territorio -va individuato in un insieme di fattori. Il dossier presentato a Baku si  è incentrato sulla qualità del paesaggio, traendo spunto dall'iscrizione dell'area nel Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali storici del Ministero dell'Agricoltura e tenendo conto dei suggerimenti di Icomos. I consulenti scientifici del dossier della candidatura hanno messo in evidenza come i prodotti tipici abbiano una qualità non solo legata ai processi produttivi, ma trovano un valore aggiunto non riproducibile nel paesaggio.

Nel caso del Prosecco, già dal Medioevo la struttura mezzadrile ha creato appezzamenti di piccole dimensioni che si sono mantenuti fino ai nostri giorni, creando un mosaico di piccole vigne che si inframezzano al bosco. Questa struttura, in abbinamento alle sistemazioni del terreno, in particolare ai ciglioni erbosi che si arrampicano sulle ripidissime pendici collinari, documentati almeno dal 1600, contribuisce all'unicità dell'area e alla bellezza dei luoghi. Alle forme del paesaggio si associano poi le architetture degli impianti viticoli e le tecniche di allevamento, le quali, come nel caso della Bellussera, inventata a Tezze di Piave a fine Ottocento, conferiscono ulteriori elementi di diversificazione ed unicità rispetto ai paesaggi viticoli già candidati nella World Heritage List. La candidatura del Prosecco appare, al momento, l'unica, fra i siti viticoli iscritti nel Worl Heritage, a puntare sul paesaggio. Altro elemento fondamentale per il successo della candidatura è stata la capacità della Regione Veneto di mettere in piedi una struttura organizzativa ed un gruppo di lavoro molto efficienti, che in un tempo limitatissimo hanno realizzato un dossier davvero convincente.

Il futuro. Valorizzare l'iscrizione, assicurando la conservazione dei valori del sito e  promuovendo un turismo di qualità che faccia conoscere il paesaggio al grande pubblico è solo il primo passo. Il paesaggio rurale è un elemento fondamentale del nostro patrimonio culturale e della competitività di tutto il nostro sistema agricolo, che trova nel turismo un naturale complemento per lo sviluppo del territorio rurale. E' però necessario che il successo ottenuto porti ad una crescita della consapevolezza riguardo al potenziale che il paesaggio rappresenta per tutto il paese. Valorizzare il registro nazionale dei paesaggi storici, trampolino di lancio per l'iscrizione nei programmi Unesco e Fao, proteggere il territorio rurale dall'abbandono, adeguando anche gli strumenti di tutela e promuovere le unicità dell'Italia nella prossima politica agricola comunitaria 2020-27, sono gli obiettivi più ambiziosi.

Fonte: Regione Veneto

 


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